Peer education

Anatre che nuotano nello stagnoPeer education è, secondo una definizione dell'UNESCO, "l'impiego di soggetti appartenenti a un determinato gruppo (sociale, etnico, di genere) allo scopo di facilitare il cambiamento presso gli altri componenti del medesimo gruppo".

La peer education, letteralmente "educazione tra pari", sviluppatasi nei paesi anglosassoni a partire dagli Anni ’60, è un metodo di insegnamento innovativo, volto ad attivare un processo naturale di passaggio di conoscenze, di emozioni e di esperienze. Ha il fine di sviluppare il sapere, modi di fare, credenze e abilità e far crescere la responsabilità personale e comune. È particolarmente utilizzato nell'ambito della promozione della salute fisica e psicofisica e nella prevenzione dei comportamenti a rischio. La figura fondamentale di questo tipo di insegnamento, diversa da quella tradizionale, è il peer educator. La sua attività educativa è rivolta a persone simili per background, condizione lavorativa, genere sessuale, status sociale, individui assaliti dagli stessi dubbi e paure, con il desiderio di trovare una risposta o un aiuto. Il peer educator è una persona opportunatamente formata affinché la sua presenza di mediatore sia percepita come pari sia dai partecipanti individuali che all'interno di un gruppo. Egli, infatti, ha la capacità di riconoscere il linguaggio dell'altro permettendogli, attraverso il rapporto di fiducia che così si stabilisce, di entrare in empatia con lui.

I temi di discussione durante un incontro di peer education possono essere l'amicizia, l'amore, l'affettività, il rischio, la sessualità, le dipendenze, la gravidanza e la genitorialità. Il confronto e lo scambio di esperienze tra emittenti e riceventi crea, dunque, nuove dinamiche e nuovi equilibri grazie alle emozioni e vissuti comuni. L'educazione può aver luogo in molteplici posti come scuole, università, circoli, chiese, luoghi di lavoro, per strada, nei centri di aggregazione e consultori.


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