Ho' oponopono

L'Ho' oponopono è una tecnica di risoluzione di problemi e di recupero dell'equilibrio interiore appartenente ai metodi di guarigione dell'antica filosofia spirituale Huna delle Hawaii. La sua pratica permette di correggere gli errori: Ho' oponopono significa, infatti, nella lingua originale hawaiana, "aggiustare", "fare la cosa corretta"... è l'opportunità di lasciar andare, pulire e cancellare attraverso l'utilizzo di "strumenti" semplicissimi, come la ripetizione mentale del mantra "scusa, mi dispiace, grazie, ti amo, perdonami". Non è necessario ripetere esattamente tutte le parole insieme e non esiste una regola in merito alla loro sequenza: quella che per prima arriva alla coscienza ed è in sintonia con il momento che si sta vivendo, è da ripetere. Si possono usare una, due o tutte e cinque le parole, ma, generalmente, anche solo la ripetizione di "grazie" o "ti amo" "risolve le situazioni disarmoniche. L'Ho 'oponopono è un valido strumento anche nelle situazioni di conflitto con i bambini: ripetendo a voce alta, mentre questi dormono, "Ti amo" "Grazie" ogni sofferenza verrà cancellata. Il subconscio veglia, pertanto il messaggio d'amore arriverà dritto nei loro cuori.

Per praticare l'Ho' oponopono non dobbiamo né cambiare noi stessi né dipendere da un maestro, è sufficiente darci amore ripetendo "Ti Amo, Grazie, Perdonami". Quando ci diamo amore, stiamo facendo pulizia nella nostra vita e tutte le persone coinvolte nei conflitti ne traggono vantaggio in quanto tutto, gli schemi, i ricordi e i programmi, vengono cancellati e ripuliti in noi e negli altri. Inoltre non è necessario individuare ciò che si sta cancellando, occorre avere solo una sufficiente dose di fiducia nel processo e il tutto si evolverà senza alcuno sforzo. Quando una persona fa qualcosa che consideriamo ingiusto e ci crea turbolenza emotiva, anziché metterci sulla difensiva cercando di avere ragione, ripetiamoci finché necessario "Ti amo, ti amo, ti amo" o "Grazie, grazie, grazie". La mente può far andare avanti una lite per ore o per giorni, ma quando diventiamo consapevoli che è solo una nostra memoria possiamo decidere di ripulirla. Poi accade qualcosa, la lite si ferma, come se non fosse mai esistita, subentra il silenzio verbale, poi mentale e piano piano i discorsi ripartono da zero: nasce un'intenzione comune nel voler trovare un punto di incontro.

Grazie al Dr. Joe Vitale oggi conosciamo questo antico metodo Hawaiano: egli, venuto a conoscenza del lavoro svolto dal Dr. Ihaleakala Hew Len, presso il Hawaii State Hospital, reparto criminali malati mentali pericolosi, decise di divulgare al mondo, attraverso internet, un testo contenente un insieme di informazioni sull'Ho' oponopono e un'intervista autorizzata dallo stesso Dr. Len. Il Dr. Len guarì l'intero reparto senza mai vedere i suoi pazienti: egli studiava la cartella clinica di ogni malato, poi cercava dentro di sé le memorie che egli aveva in comune con loro e, sempre dentro di sé, rintracciava la causa che aveva originato la loro malattia; così facendo egli migliorava se stesso e miglioravano anche i malati che pian piano venivano dimessi dall'ospedale. Egli curava la parte di sé che aveva creato la malattia nel paziente, in quanto unico e totale responsabile della propria vita e di ciò che vi accade, compreso, in questo caso, il fatto di lavorare in quel reparto. Nell'Ho' oponopono dunque la nostra responsabilità è totale e va al di là delle responsabilità dei nostri pensieri ed azioni. Quando con l'Ho' oponopono chiediamo perdono, ci assumiamo la responsabilità, al cento per cento, delle memorie che condividiamo con gli altri, senza che questo ci faccia sentire in colpa.

L'Ho' oponopono è composto da tre principi: assunzione di responsabilità, trasmutazione e perdono. Quando diciamo "scusa" e "mi dispiace" non sappiamo se lo stiamo dicendo ai nostri schemi, a noi stessi o alla Divinità che è in noi, ma di sicuro stiamo accettando qualcosa che abbiamo attratto. Con "Grazie" esprimiamo gratitudine per l'opportunità di pulizia e per la conseguente crescita. Il "Ti amo" è verso noi stessi: quando ci amiamo trasmutiamo la paura in amore incondizionato, così da sentire la nostra unione con il Divino. Dicendo "Perdonami" chiediamo a noi stessi perdono per il dolore provato e alla nostra essenza divina di aiutarci a perdonarci totalmente e incondizionatamente.


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