Allattamento

Allattamento in acqua

"Mamma, le tue tette sono un miracolo"
(Marta, 5 anni)

"Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori, ma dal latte materno. Siamo sopravvissuti per l'umana compassione e per le cure di nostra madre. Questa è la nostra principale natura."
Dalai Lama

L'uomo, come noto, appartiene alla classe dei mammiferi: "è mammifero chi è dotato di ghiandole mammarie per l'allattamento dei piccoli" (voce Zingarelli). Dunque la donna è un mammifero... e tutte le mamme hanno il latte. Ma allora come mai non ho il latte, o meglio, mi viene detto che non ce l'ho? O, ancor peggio, perché mi viene detto che il mio latte è acqua, pertanto, non è sufficiente per nutrire mio figlio? Perché l'allattamento viene visto come una pratica innaturale e per questo mi sento costretta a nascondermi quando allatto fuori casa? Perché il bambino viene sempre raffigurato con il biberon? E perché anche le bambole hanno il biberon? Con le domande potrei continuare ma per ora mi fermo qui. Scusate, ma non vi sembra una congiura? Da parti di chi? Di tutti noi quando scegliamo di allontanarci dalla realtà, dando credito a ciò che ci viene propinato. Purtroppo tutto questo ha creato una rete talmente fitta da non riuscire a intravedere cosa veramente sia giusto e naturale. Ogni cosa porta con sé gli opposti, i pro e i contro, e in questo caso i contro, o meglio, le iniziali difficoltà dell'allattamento, vengono enfatizzate da più parti: dalle case farmaceutiche, dal personale ospedaliero, dai pediatri, dalla società e, ahimè, dal nostro stesso ambito familiare che spesso, in sintonia con il sistema, aborrisce atteggiamenti fuori dal coro. I motivi scatenanti tutto ciò non possono che riferirsi ad interessi economici latenti e ad una disinformazione stratificata. L'insieme delle credenze e delle disapprovazioni nell'ambiente familiare risultano essere le più difficili da arginare perché, spesso, non concedono vie di mezzo, o ti adegui o ti opponi: in quei momenti di particolare fragilità, non riusciamo ad andar contro la famiglia per non perderne le attenzioni, abdicando le nostre scelte ad altri. Quando decidiamo di affidarci alla natura, spesso, gli ostacoli e i dubbi iniziali quali la comparsa delle ragadi, un ingorgo, la mastite, ecc., ci riportano sui nostri passi e, non avendo il sostegno giusto della famiglia, questi diventano insormontabili. Solo chi è veramente consapevole di come è stata e è manipolata la realtà, possedendo inoltre una forte determinazione, potrà allattare secondo i propri desideri e quelli del bambino.

Per creare un'inversione di rotta, l'UNICEF e l'OMS nella loro Dichiarazione Congiunta hanno delineato i Dieci Passi per l'allattamento al seno nel documento: " L'allattamento al seno: promozione, protezione e sostegno. L'importanza del ruolo dei servizi per la maternità", Ginevra 1989. Le cause che dissuadono dall'allattamento al seno non sono, e non furono allora, da imputare solo al marketing delle case produttrici di sostituti del latte, come inizialmente creduto, ma anche alle difficoltà incontrate dalle mamme nell'ambito ospedaliero, a causa delle routine e della mancanza di un sostegno adeguato. A tal proposito venne così lanciata nel 1991 l'iniziativa "Ospedale Amico del Bambino". Oggi nel mondo sono 20.000 gli ospedali riconosciuti, di cui solo 24 in Italia, che hanno aderito all'invito di adeguare le proprie strutture ospedaliere e, nello specifico, i reparti di maternità, abolendo le nursery. Per ottenere il riconoscimento, oltre all'adeguamento della struttura, è richiesta una formazione continua del personale medico, ostetrico e infermieristico affinché rispettino e seguano i suddetti Dieci Passi e garantiscano il rispetto del "Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno" del 1981 e le successive pertinenti risoluzioni dell' Assemblea Mondiale della Sanità, che in particolare non consente di accettare forniture gratuite o a basso costo di latte artificiale, biberon e tettarelle. Negli ospedali "Amico del Bambino", dunque, viene praticato il rooming-in, ovvero la possibilità di tenere nella propria stanza di ospedale i bambini appena nati, pratica che facilita l'attivazione del processo di bonding, cioè l'attaccamento mamma-bambino, indispensabile per un sano equilibrio emotivo e fisico del neonato ed essenziale per favorire l'allattamento materno. Parallelamente esiste una rete di consulenti sull'allattamento, che fanno capo a diverse associazioni, le quali, nei giorni che seguono il rientro a casa dall'ospedale, sostengono gratuitamente tutte le mamme che desiderano allattare. Una di queste è la "La Leche League Italia", un'associazione di volontariato che nasce nel 1957, periodo in cui le donne che allattavano i propri figli erano veramente poche. Oggi ha associazioni affiliate e consulenti in tutto il mondo che portano il fondamentale messaggio che l'allattamento non è solo un nutrimento fisico ma è "il nutrimento". Anche nei consultori e nelle strutture ospedaliere non riconosciute dall'OMS ci sono operatori sanitari che, per propria sensibilità, scelgono di seguire le indicazioni dell'UNICEF-OMS.

L'OMS, tra le sue indicazioni, consiglia l'allattamento materno a richiesta e in modo esclusivo per i primi 6 mesi: per esclusivo si intende senza l'aggiunta di altri liquidi, compresa l'acqua, raccomandando comunque di continuare ad allattare almeno fino al compimento di un anno e, là dove possibile, fino a 2 anni. Più l'allattamento sarà prolungato nel tempo, maggiori saranno i benefici a livello fisico che il bambino riceverà, tra i quali un sistema immunitario rafforzato. I bambini allattati al seno hanno meno probabilità di essere obesi, si ammalano più raramente, riportano punteggi più alti nei test intellettivi e sviluppano una buona autostima. I benefici dell'allattamento sono molteplici anche per la madre grazie all'azione dell'ossitocina, attivata dalla suzione, ormone importantissimo per la nostra salute. Conosciuta come l'ormone dell'amore e delle coccole in realtà è anche un ottimo ansiolitico naturale, nonché ormone della felicità. Dunque l'allattamento, durante il puerperio e nei mesi a seguire, può essere la panacea per far fronte a stress, ansia, sensazione di inadeguatezza e depressione post-parto.

È importante essere consapevoli che sono le mamme a decidere se allattare o meno. Se si vuole allattare lo si fa e basta.

Vantaggi e miti da sfatare nell'allattamento:

  • Allattare il figlio riduce del 20% il rischio di cancro al seno della madre nella pre-menopausa;
  • Allattare fa perdere peso più velocemente di quanto avverrebbe se non si allattasse;
  • È un anticoncezionale naturale;
  • Allattare è comodo. Il latte è sempre pronto e perfetto nella temperatura e nella quantitànecessaria al bambino a casa e fuori casa ed evita i semi-traslochi prima di uscire. Inoltre durante la notte la mamma può allattare suo figlio stando a letto, evitando così di alzarsi e spesso di svegliarsi dato che i bambini si attaccano da soli, si servono e si staccano continuando a dormire esattamente come avviene in natura tra gli animali. In più "il dormire" insieme nel lettone è una delle forme di prevenzione della SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante);
  • Il latte materno è specie-specifico (cioè il migliore e adatto ai bebè della propria specie). Il latte di mucca è naturalmente per i vitellini. Il latte materno non è solo cibo, è anche nutrimento affettivo e soddisfa bisogni di contatto fisico, intimità e conforto;
  • Allattare al seno crea le fondamenta per un rapporto filiale equilibrato;
  • Tutte le mamme possono allattare, fatta eccezione per chi ha malformazioni alla ghiandola mammaria o se questa gli è stata asportata... non si tratta di fortuna;
  • Allattare al seno non farà del neonato un bambino viziato: secondo alcuni studi i vizi sono la conseguenza di un bisogno non appagato;
  • Infine un mito da sfatare è quello che il nostro seno non sarà più bello dopo l'allattamento. Il seno può essere addirittura più bello o rimanere esattamente uguale seguendo semplici accorgimenti.
  • Quanto sopra esposto vuole favorire il processo di scelta informata. I genitori devono avere giusto sostegno e corrette informazioni scientifiche. I detti popolari, gli interessi economici e la disapprovazione sociale allontanano dalle scelte lucide e consapevoli, nonché da quelle serene e libere.

I dieci passi dell'allattamento al seno

I dieci passi per il successo dell'allattamento al seno che ogni reparto maternità dovrebbe attuare.

  1. Definire un protocollo scritto per l'allattamento, di cui sia informato tutto il personale.
  2. Offrire a tutto il personale le competenze necessarie ad applicare il protocollo scritto.
  3. Informare tutte le donne durante la gravidanza dell'importanza dell'allattamento e fornire loro indicazioni corrette per praticarlo.
  4. Aiutare le madri a iniziare l'allattamento entro mezz'ora dal parto.
  5. Mostrare alle madri come mantenere l'allattamento in caso di separazione dal bambino.
  6. Non somministrare al neonato altri liquidi diversi dal latte materno, se non dietro espressa prescrizione medica.
  7. Praticare il rooming-in, cioè lasciare mamma e bambino nella stessa stanza, 24 ore su 24.
  8. Incoraggiare l'allattamento a richiesta.
  9. Non usare tettarelle o succhiotti.
  10. Favorire la creazione di "gruppi di sostegno", a cui le mamme possano rivolgersi dopo le dimissioni dall'ospedale.

Approfondimenti

Libri

Negri, P. (2005) Tutte le mamme hanno il latte. Torino, Italia: Il leone verde.

Siti internet

Nascere in Casa Umbria ONLUS

La Leche League Italia


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